{"id":369,"date":"2020-11-10T22:05:57","date_gmt":"2020-11-10T21:05:57","guid":{"rendered":"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/?p=369"},"modified":"2020-11-10T22:05:59","modified_gmt":"2020-11-10T21:05:59","slug":"discorso-sui-generi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/discorso-sui-generi\/","title":{"rendered":"Discorso sui generi"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;identit\u00e0 e la percezione del s\u00e9 sono influenzate e modellate da innumerevoli<br>variabili, ma soprattutto per una larga parte di umanit\u00e0, dai media di massa,<br>che nell&#8217;ultimo decennio hanno anche prodotto l&#8217;accelerazione della connessione<br>interattiva globale con i social network, ingigantendo i bias di conferma.<br>Tra tutte queste variabili c&#8217;\u00e8 anche il cinema, che \u00e8 a sua volta<br>un universo estremamente complesso, fluido e tracimante di stimoli.<br>Ma non \u00e8 sempre stato cos\u00ec e una sua particolare componente si perpetua ancora<br>oggi e in maniera asintoticamente perfezionata e immune dalla caotica<br>complessit\u00e0: <strong>i generi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cinema \u00e8 nato come variante tecnologica di intrattenimento da fiera, o da<br>circo, \u00e8 l&#8217;evoluzione di innumerevoli esperimenti per dar vita a immagini fisse<br>che si \u00e8 poi evoluto fino a catturare immagini dal vero e animarle. Stratagemmi<br>per intrattenere in modo nuovo ed estemporaneo spettatori desiderosi di<br>meraviglia. Il cinema di Meli\u00e9s e dei fratelli Lumiere \u00e8 quello: spettacoli di<br>magia che approfittano del montaggio per mostrare illusioni impossibili e treni<br>che entrano in sala.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, in una lenta e articolata evoluzione che ha innestato intrattenimento<br>escapista a narrazione teatrale, \u00e8 arrivato a condensarsi in una forma di<br>narrazione sempre pi\u00f9 precisa, sempre pi\u00f9 strutturata, sempre pi\u00f9 formulaica.<br>Dall&#8217;alba dei tempi gli scrittori erano consapevoli che certe costellazioni di<br>regole, argomenti, caratteri, luoghi e azioni fossero esche di attenzione<br>migliori. E cos\u00ec le hanno applicate al medium cinema. Ma dato che produrre un<br>film \u00e8 molto pi\u00f9 costoso che scrivere un romanzo, si sono concentrati sul<br>formulaico pi\u00f9 puro, distillando i generi. Narrazioni con caratteristiche<br>precise che stimolano precisi desideri e precise emozioni e di conseguenza si<br>rivolgono a uno specifico pubblico. Dividere e conquistare. Tanti film, tanto<br>pubblico, tante bolle di interesse da creare per nutrire un mercato crescente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma nel farlo hanno inevitabilmente riversato nelle loro storie il loro sentire,<br>il loro paesaggio culturale interiore, a volte volontariamente, spesso del<br>tutto inconsapevolmente. E laddove questo paesaggio non \u00e8 stato esplicitato<br>didascalicamente, si \u00e8 propagato sottotraccia, entrando dalla porta di servizio<br>del sentire globale, diffondendo in maniera subliminale una specifica sintassi<br>relazionale col mondo a tutto il mondo.<br>Un virus normalizzante diffuso senza alcun controllo.<\/p>\n\n\n\n<p>Se consideriamo il fatto che il cinema pi\u00f9 popolare e conosciuto nel mondo<br>occidentale sia quello nordamericano e prendiamo atto del fatto oggettivo che \u00e8<br>stato fondato da una specifica e ristretta categoria di persone &#8211; maschi,<br>bianchi, colti, di retaggio ebraico &#8211; risulta evidente quanto la cultura<br>patriarcale abbia fortemente disegnato l&#8217;umanit\u00e0 rappresentata e quanto questa<br>fosse compatibile con l&#8217;altra maggiore fede monoteista nel modo di pensare la<br>donna. E&#8217; successo per caso, non c&#8217;era un progetto, non si sono accordati gli<br>appartenenti a una certa categoria umana per farlo. E&#8217; semplicemente successo.<br>E non ha trovato alcuna resistenza, perch\u00e9 gli umani a cui si \u00e8 rivolto erano<br>gi\u00e0 in larga parte cos\u00ec. Era perfettamente normale.<br>L&#8217;Origine della Specie, per dire, quasi coeva del cinema, con il suo deicidio<br>subiva la pi\u00f9 agguerrita resistenza e irrisione.<br>L&#8217;emulazione per gioco del &#8220;verbo divino&#8221; esperito in quello spazio liminale<br>che \u00e8 la fruizione di un film ha fatto riverberare abitudini gi\u00e0 presenti nel<br>quotidiano come &#8220;giocare alla mamma&#8221; e &#8220;giocare al cowboy&#8221;. Il film \u00e8 un<br>medium, sta nel mezzo, \u00e8 uno spazio mentale analogo a quello rituale durante il<br>quale si viene posseduti dalle divinit\u00e0, o dagli antenati e a loro si delegano<br>le scelte della propria vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa inclinazione ha raggiunto il massimo della propria espressione negli<br>anni &#8217;50, con un&#8217;iconografia talmente forte da produrre persino subculture<br>extratemporali come quella rockabilly: persone che insistono a vivere come se<br>fossero in un film anni &#8217;50. Poi alla fine degli anni &#8217;60, come qualsiasi altra<br>istanza, il cinema mainstream \u00e8 stato messo in discussione dalle controculture,<br>sostituendo temporaneamente la produzione verticale-industriale con quella<br>orizzontale della distribuzione indipendente, di film realizzati per esprimere<br>una visione di mondo alternativa, non per fare soldi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma al di l\u00e0 di uno split che ha fatto germogliare il variopinto panorama che<br>abbiamo oggi, <strong>le aiuole e gli orti dei generi hanno continuato a prosperare<\/strong>,<br>estesi ben oltre il solo rapporto di sudditanza uomo-donna, producendo frutti<br>semplici, facilmente digeribili, e in molti casi dopati, nel senso proprio di<br>dopamina. Solidificare le formule dei generi su principi e regole sociali<br>considerate buone e giuste dal pensiero egemone e avvolgerle con meccanismi<br>narrativi innescanti sensazioni positive. Ed esportarle ovunque e con le<br>opportune aromatizzazioni preferite dagli avventori. Comprate la felicit\u00e0. E&#8217;<br>bello essere bravi, buoni e approvati dalla maggioranza.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;astrologia prospera solo nel determinismo, non troverete mai un oroscopo che<br>si rivolge a un segno zodiacale che ha risolto e superato i limiti tipici del<br>proprio tema astrale, perch\u00e9 se lo superasse, romperebbe il determinismo, non<br>sarebbe pi\u00f9 prevedibile, non sarebbe pi\u00f9 controllabile.<br>La narrazione di genere distorta dal bias religioso ha costruito per decenni un<br>cinema deterministico il cui potere di convinzione \u00e8 stato consapevolmente<br>usato per disegnare una societ\u00e0 secondo i criteri di un minoritario, ma<br>potente gruppo sociale. E vendere questi criteri avvolti da golosi dolciumi<br>emotivi ha fatto desiderare gli spettatori di averne ancora e di vivere in quel<br>modo. Abbinarlo a qualunque altro tratto identitario \u00e8 stato il semplice e<br>remunerativo passo successivo. Chi \u00e8 bravo e bello beve Coca Cola.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>percezione fenomenica del s\u00e9 riflessa nel prossimo della propria bolla ha<br>cos\u00ec rafforzato le relazioni di identit\u00e0 modellate dai generi<\/strong>. Generi al<br>quadrato. Come per gli slogan pubblicitari e politici, i generi sono puliti e<br>semplificati ed \u00e8 facile e comodo riconoscervisi. E&#8217; una narrazione familiare,<br>in cui ci si sente a casa, a proprio agio. I modelli di riferimento sono<br>action figures chiare e definite.<\/p>\n\n\n\n<p>Se c&#8217;\u00e8 dunque una sostanza cognitiva da tenere sotto osservazione e assumere<br>con cautela nel circoscritto ambito della fruizione di intrattenimento<br>cinematografico \u00e8 il <strong>genere<\/strong>. Cio\u00e8 quanto della propria identit\u00e0 si rispecchia,<br>o cerca di rispecchiarsi in un gusto delle cose che \u00e8 pilotato da una ideologia<br>nata da un imprinting religioso e successivamente mutata in una strategia<br>psicologica laica che non ha alcun interesse per la persona, ma solo a<br>includere per arricchirsi.<br>Oggi il <strong>cinema \u00e8 liquido<\/strong>, la tecnologia lo rende accessibile a chiunque, ed \u00e8<br>quindi formato da molecole spesso anche incompatibili tra loro, ma che hanno in<br>comune l&#8217;essere al di fuori dell&#8217;industria. Se c&#8217;\u00e8 un luogo ideale da cui<br>attingere per uscire dalle proprie bolle e dalle proprie comfort zone di<br>identit\u00e0 anche solo parzialmente prefabbricate, \u00e8 nel cinema indipendente,<br>fatto per esprimere, mostrare, divulgare, confrontare, aprire senza alcuna<br>agenda capitalista. Anche il cinema indipendente cerca di vendere idee di<br>mondo, me ne vende tantissime, tutte diverse e in reciproca dialettica, e<br>chiama lo spettatore ad agire attivamente, a immedesimarsi in tante vite<br>diverse e costruirsi una propria identit\u00e0 fatta di espansione e reinvenzione<br>continua. E&#8217; una dieta variegata di prodotti tipici locali al posto di<br>buonissime merendine uguali in tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>problema antropologico dei generi cinematografici<\/strong> \u00e8 che per loro intrinseca<br>natura sono basati sul dramma, sul conflitto, e dunque la visione hollywoodiana<br>della narrazione \u00e8 sempre di competizione, una visione sportiva, maschia, in<br>cui se anche il protagonista \u00e8 una donna, o una qualunque altra minoranza<br>umana, \u00e8 l\u00ec per essere contro il suo opposto. Per vincere, per essere il<br>migliore, non per confrontarsi ed evolvere.<br>Ci sono tanti film di genere molto belli, basta tenere a mente che sono favole<br>e che quelle che si muovono sullo schermo sono marionette, che un invisibile<br>bambino gigante fa sbattere le une contro le altre.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Jan Alexander Corsini &#8211; ermenauta<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;identit\u00e0 e la percezione del s\u00e9 sono influenzate e modellate da innumerevolivariabili, ma soprattutto per una larga parte di umanit\u00e0, dai media di massa,che nell&#8217;ultimo decennio hanno anche prodotto l&#8217;accelerazione della connessioneinterattiva globale con i social network, ingigantendo i bias di conferma.Tra tutte queste variabili c&#8217;\u00e8 anche il cinema, che \u00e8 a sua voltaun universo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":371,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_FSMCFIC_featured_image_caption":"","_FSMCFIC_featured_image_nocaption":"","_FSMCFIC_featured_image_hide":""},"categories":[5],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v15.5 - 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