{"id":516,"date":"2020-12-16T14:08:53","date_gmt":"2020-12-16T13:08:53","guid":{"rendered":"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/?p=516"},"modified":"2020-12-31T13:36:00","modified_gmt":"2020-12-31T12:36:00","slug":"il-pilota-di-formula-1-e-un-atleta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/il-pilota-di-formula-1-e-un-atleta\/","title":{"rendered":"Il pilota di Formula 1 \u00e8 un atleta?"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Franco Nugnes &#8211; giornalista<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Molti pensano di no, considerando che \u00e8 seduto nell\u2019abitacolo della monoposto per un\u2019ora e mezza di gara. In realt\u00e0 nel cockpit \u00e8 sottoposto a sforzi fisici importanti che richiedono una preparazione psico-fisica accurata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo dato che \u00e8 emerso da una ricerca svolta dal dottor Riccardo Ceccarelli in collaborazione con il CNR di Pisa \u00e8 che la F1 \u00e8 uno sport a tutti gli effetti, come dimostrano le elevatissime frequenze cardiache. Un campione di F.1 pu\u00f2 arrivare a mantenere anche una media di 184 battiti al minuto per quasi due ore. Sono ritmi cardiaci che non hanno paragoni con nessun\u2019altra disciplina sportiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAll\u2019attivit\u00e0 muscolare e cerebrale \u2013 spiega Ceccarelli &#8211; si aggiunge la termo dispersione che costringe il cuore ad un ulteriore sforzo aggiuntivo nel tentativo frenetico di mandare quanto pi\u00f9 sangue possibile alla cute che rappresenta il nostro radiatore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn ultimo non dobbiamo trascurare l\u2019effetto stressante conseguente alle intense accelerazioni laterali ed antero-posteriori che arrivano anche a determinare dei brevi e fugaci \u201ccollassi\u201d con drammatiche cadute del battito cardiaco che istantaneamente scende da 170-160 a circa 60 battiti per poi tornare, dopo 3-4 secondi, ai valori precedenti. In pratica un pilota di F.1 deve essere muscolarmente resistente come un maratoneta, cerebralmente rapido e veloce come un giocatore di ping-pong e globalmente resistente agli stress come un pilota di caccia o un astronauta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un punto di vista fisico la preparazione giornaliera cura in modo particolare i muscoli del collo e quelli delle gambe e delle braccia. Nelle curve ad alta velocit\u00e0 si toccano accelerazioni laterali fino 6g che agiscono in particolare sulla testa del pilota. Ci\u00f2 significa che \u00e8 sottoposto a un carico di oltre 45 chili sul capo per ogni giro, mentre in frenata deve applicare una forza che arriva a 120 kg sul pedale del freno per rallentare in una staccata da 330 a 80 km\/h in uno spazio minore di 100 metri!<\/p>\n\n\n\n<p>Nel circuito di Yas Marina ad Abu Dhabi dove si disputa nel weekend l\u2019ultimo GP della stagione 2020 ci sono quattro frenate molto selettive e trattandosi di un tracciato stop and go ci sono continue accelerazioni violente che richiedono una buona condizione fisica. I piloti si allenano quotidianamente in bicicletta e in piscina oltre che in palestra dove hanno bisogno di strumenti specifici proprio per curare i muscoli del collo.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019abbigliamento ignifugo e il casco un conduttore pu\u00f2 arrivare a perdere 3 kg di peso alla conclusione di un GP, visto che nell\u2019abitacolo mediamente ci sono una cinquantina di gradi.&nbsp; Ma finora abbiamo posto l\u2019attenzione sulla preparazione fisica, mentre i piloti sono sottoposti a una grande dispendio di energia mentale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn GP \u00e8 costituito da due-tre brevi gare sprint comprese tra un pit-stop e l\u2019altro. Il pilota cerca sempre di spingere al massimo delle sue possibilit\u00e0. In realt\u00e0, se assumiamo che un giro da qualifica sia caratterizzato dal 100% delle risorse attentive, in gara questa percentuale scende leggermente perch\u00e9 il cervello non pu\u00f2 umanamente riuscire a mantenere questa condizione massimale per quasi due ore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNelle fasi cruciali della corsa, ad esempio prima dei pit-stop, il conduttore cerca di spingere al massimo, esattamente come se fosse in qualifica, il tempo sul giro cala mediamente di 0\u201d2\/0\u201d4 e la frequenza si alza di 15\u201320 battiti, a testimonianza di un impegno che da sub-massimale diventa massimale. Questo maggiore impegno non \u00e8 a carico dei muscoli, ma bens\u00ec del cervello. Pertanto oggi possiamo affermare con sicurezza che il fattore limitante di una prestazione in gara per un pilota di F.1 non \u00e8 fisico, ma mentale e per ottenere un miglioramento bisognerebbe aiutarlo a guidare per quasi due ore con lo stesso rendimento dei giri effettuati in qualifica. Praticamente \u00e8 come cercare di far percorrere ad un maratoneta 42 km ad un ritmo da centometrista\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi tutti i piloti dello schieramento sanno sfruttare il 100% della monoposto che hanno a disposizione nel giro secco della qualifica, mentre le differenze fra i fuoriclasse, i campioni e i bravi piloti emerge in gara, quando i top driver riescono a mantenere alta la soglia della concentrazione, mentre altri accusano dei cali fisiologici.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon dimentichiamoci \u2013 prosegue Ceccarelli &#8211; che il pilota moderno mentre corre a 300 km\/h deve dialogare via radio con l\u2019ingegnere di pista e, soprattutto, deve gestire il volante-computer sul quale ci sono manettini e pulsanti con i quali deve cambiare alcune opzioni di set-up durante ogni giro. Sempre pi\u00f9 spesso si trova a dover eseguire anche due o anche tre compiti in contemporanea e questo richiede una concentrazione sempre massimale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>A Formula Medicine, quindi, gli studi si sono maggiormente focalizzati sul cervello del pilota: questionario psico-attitudinale, colloquio psicologico, misurazione dei livelli di stress con \u201cmacchina della verit\u00e0\u201d, simulatore di guida, tecniche respiratorie, di rilassamento, di attivazione e di imaging, test valutativi per la concentrazione, tempi di reazione e capacit\u00e0 visuo-spaziali\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono prove che si fanno in un percorso valutativo finalizzato a sviluppare metodiche personalizzate per migliorare le performance mentali di ogni pilota \u2013 conclude Ceccarelli &#8211; . Possiamo affermare, che il campione di F.1 \u00e8 cerebralmente molto pi\u00f9 economico, ovvero riesce a raggiungere il massimo risultato mentale con una spesa energetica psico-fisica notevolmente inferiore e questo gli permette di mantenere le performance massimali per tempi pi\u00f9 lunghi o di dedicarsi a pi\u00f9 attivit\u00e0 mentali contemporaneamente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn parte questa caratteristica \u00e8 genetica ed in parte \u00e8 determinata da aspetti psicologici e caratteriali: ad esempio l\u2019ansia prestazionale fa diventare l\u2019atleta pi\u00f9 dispendioso e quindi meno redditizio. Consapevoli del fatto che al pari di un muscolo anche il cervello pu\u00f2 essere allenato, cerchiamo di migliorare le performance mentali dei piloti, riducendo al tempo stesso l\u2019interferenza di tratti caratteriali negativi come un eccesso di emotivit\u00e0 ed ansia. Per noi, infatti, l\u2019economia mentale \u00e8 un requisito fondamentale che pu\u00f2 portare a notevoli miglioramenti in tutte quelle discipline sportive connotate da un intenso lavoro cerebrale\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Nugnes &#8211; giornalista Molti pensano di no, considerando che \u00e8 seduto nell\u2019abitacolo della monoposto per un\u2019ora e mezza di gara. In realt\u00e0 nel cockpit \u00e8 sottoposto a sforzi fisici importanti che richiedono una preparazione psico-fisica accurata. Il primo dato che \u00e8 emerso da una ricerca svolta dal dottor Riccardo Ceccarelli in collaborazione con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":631,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_FSMCFIC_featured_image_caption":"","_FSMCFIC_featured_image_nocaption":"","_FSMCFIC_featured_image_hide":""},"categories":[4],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v15.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il pilota di Formula 1 \u00e8 un atleta? - A Piedi Nudi<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/il-pilota-di-formula-1-e-un-atleta\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il pilota di Formula 1 \u00e8 un atleta? - A Piedi Nudi\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"di Franco Nugnes &#8211; giornalista Molti pensano di no, considerando che \u00e8 seduto nell\u2019abitacolo della monoposto per un\u2019ora e mezza di gara. In realt\u00e0 nel cockpit \u00e8 sottoposto a sforzi fisici importanti che richiedono una preparazione psico-fisica accurata. Il primo dato che \u00e8 emerso da una ricerca svolta dal dottor Riccardo Ceccarelli in collaborazione con [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/il-pilota-di-formula-1-e-un-atleta\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"A Piedi Nudi\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/asdapiedinudi\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2020-12-16T13:08:53+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-12-31T12:36:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Il-pilota-di-Formula-1-e\u0300-un-atleta-e1609418126490.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"575\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"340\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Tempo di lettura stimato\">\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"4 minuti\">\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/#organization\",\"name\":\"A Piedi Nudi \\u2013 Associazione Sportiva Dilettantistica e Culturale\",\"url\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/\",\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/asdapiedinudi\/\"],\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/#logo\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/apn2.png\",\"width\":453,\"height\":514,\"caption\":\"A Piedi Nudi \\u2013 Associazione Sportiva Dilettantistica e Culturale\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/#logo\"}},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/#website\",\"url\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/\",\"name\":\"A Piedi Nudi - Associazione Sportiva Dilettantistica e Culturale\",\"description\":\"Associazione Sportiva Dilettantistica e Culturale\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/?s={search_term_string}\",\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/il-pilota-di-formula-1-e-un-atleta\/#primaryimage\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Il-pilota-di-Formula-1-e\\u0300-un-atleta-e1609418126490.png\",\"width\":575,\"height\":340,\"caption\":\"Il pilota di Formula 1 \\u00e8 un atleta?\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/il-pilota-di-formula-1-e-un-atleta\/#webpage\",\"url\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/il-pilota-di-formula-1-e-un-atleta\/\",\"name\":\"Il pilota di Formula 1 \\u00e8 un atleta? - A Piedi Nudi\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/il-pilota-di-formula-1-e-un-atleta\/#primaryimage\"},\"datePublished\":\"2020-12-16T13:08:53+00:00\",\"dateModified\":\"2020-12-31T12:36:00+00:00\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/il-pilota-di-formula-1-e-un-atleta\/\"]}]},{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/il-pilota-di-formula-1-e-un-atleta\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/il-pilota-di-formula-1-e-un-atleta\/#webpage\"},\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/#\/schema\/person\/00cba41015202c546e1842e1448c4dc0\"},\"headline\":\"Il pilota di Formula 1 \\u00e8 un atleta?\",\"datePublished\":\"2020-12-16T13:08:53+00:00\",\"dateModified\":\"2020-12-31T12:36:00+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/il-pilota-di-formula-1-e-un-atleta\/#webpage\"},\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/il-pilota-di-formula-1-e-un-atleta\/#primaryimage\"},\"articleSection\":\"lo sapevi che ...\",\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/#\/schema\/person\/00cba41015202c546e1842e1448c4dc0\",\"name\":\"Autore Ospite\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/#personlogo\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/a88d492bfef4702fc26c670e8d5a4307?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Autore Ospite\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/516"}],"collection":[{"href":"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=516"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/516\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":521,"href":"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/516\/revisions\/521"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/media\/631"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=516"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=516"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/apiedinudiasd.it\/public\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=516"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}